IL FUMETTO ANIMATO CHE PUNTA ALL’OSCAR

Oscar dell’Animazione 2019: ecco perché “SPIDERMAN – UN NUOVO UNIVERSO” è il migliore

La notte del 24 febbraio ci sarà in palio anche l’Oscar per il miglior film di animazione, un premio a cui tutti gli appassionati di cinema si sono subito affezionati e che è diventato uno dei più caldi dell’Academy, nonostante la categoria sia nata solo nel 2002 per premiare l’acclamatissimo Shrek.

Tra le nomination di quest’anno Gli Incredibili 2 e Ralph spacca Internet sono stati due sequel deludenti in confronto alla grandezza dei propri predecessori; Mirai è la quota Giappone di quest’anno e l’Academy potrebbe riservare una bella sorpresa a conferirle l’ambita statuetta; ma il principale avversario alla vittoria di Spiderman è L’isola dei cani di Wes Anderson.

La scelta è difficile, ma noi stiamo con il nostro amichevole supereroe di quartiere.

Potremmo essere influenzati da un briciolo d’orgoglio nazionale, dal momento che Sara Pichelli è l’illustratrice dell’universo Ultimate di Spiderman, di cui Spiderman – un nuovo universo è la prima trasposizione cinematografica.

La storia del giovanissimo e imbranato Miles Morales offre tante soddisfazioni, soprattutto per la complessità e la solidità della trama. I personaggi sono numerosi e sapientemente costruiti: tutti e cinque gli Spiderman provenienti da realtà parallele(nella storia non compare uno, ma ben cinque spiderman, che a causa di un collasso spazio-tempo si sono ritrovati catapultati tutti dai loro mondi a una stessa realtà in cui si trovano a convivere) hanno una caratterizzazione approfondita e incisiva, Kingpin è un cattivo articolato e credibile e Miles riesce a occupare un posto nel cuore di ogni spettatore anche con un semplicissimo “Ehi!”

Il ritmo è incalzante e dietro ogni angolo sta una svolta imprevedibile degli eventi: il tono è a bordo di montagne russe che passano da picchi avvincenti a crolli in momenti estremamente tragici, con intermezzi comici efficaci grazie a cui si respira sempre un’aria leggera. Insomma, è un film senza tregua e non ha un solo ingranaggio che s’inceppi nella sua ricca e grande macchina narrativa.

Merito che purtroppo non possiamo riconoscere invece a L’isola dei cani, prodotto dalla forte identità e di alta qualità, ma carente di credibilità in uno dei suoi momenti finali: avvisiamo dell’attraversamento di spoiler, quando diciamo che la conversione del crudele e gattaro sindaco Kobayashi è tanto repentina da sembrare un deus ex machina, dal momento che non viene sufficientemente giustificata né dalla sua caratterizzazione né dall’influenza degli eventi della trama sul personaggio.

L’Isola dei cani e Spiderman – un nuovo universo sono in competizione più stretta se invece si parla di tecniche di animazione: la plastilina di Wes Anderson è quanto di più morbido ed elegante si possa chiedere alla stop-motion – e lo sa bene chi ha avuto l’infanzia turbata dai movimenti grotteschi di Galline in fuga.

Lo scopo artistico di Spiderman – un nuovo universo era quello di far sentire lo spettatore “come se camminasse all’interno di un fumetto”: la CGI è stata combinata a varie tecniche di illustrazione fumettistica come linee e punti facilmente discernibili nei volti in primo piano, o con un accentuato fuori fuoco dello sfondo a favore degli elementi in movimento.

Questo ultimo Spiderman offre qualcosa di diverso sul mercato cinematografico, a livello di contenuto e forma. E la Nuova Accademia di Cinema non può che premiare la novità, e vederci un valore da riconoscere.

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