NUOVI CORSI: LA COLOR

Quando abbiamo cominciato a fare la color correction prima di eesportare i nostri video? Secondo la mia esperienza la color ha cominciato a diventare un must circa 10 anni fa, più o meno quando la transizione al digitale si è compiuta definitivamente. Anche solo nei primi anni del 2000 in televisione, ad esempio, la color la faceva solo la BBC.

Nel cinema la correzione del colore è sempre esistita, anche al tempo della pellicola, quando si chiamava color timing. Con la transizione al digitale le possibilità del color grading sono cresciute esponenzialmente, anche per il fatto di essere diventata un’attività non distruttiva applicata ad un oggetto non prezioso come il file digitale (a differenza della pellicola che era preziosissima). Questo fenomeno è così importante che ha addirittura mutato il lavoro del direttore della fotografia, che da esperto di luce e pellicole è diventato un conoscitore di sensori e di software (oltre che di luce).

Il risultato è che la color a questo punto non si può più NON FARE: cioè vuol dire che la fanno tutti e che conseguentemente non possiamo non farla nemmeno noi. La conseguenza sarebbe un video spento, poco contrastato, poco convincente e anche di scarso impatto emotivo.

Il cinema contemporaneo infatti utilizza ampiamente il colore per connotare emotivamente la storia che racconta. Color a questo punto vuole dire non solo look cinematografico, ma anche atmosfera, mood, tono, emozione.

Oltre a tutto questo le camere più recenti ci offrono la possibilità di girare in formato LOG o in formato RAW rendendo il sensore moltto più efficiente in termini di range dinamico, ma questi file, poi, necessitano di essere “sviluppati” ovvero di essere corretti per riportarli a una ipotetica condizione originale (ammesso che questo termine abbia ancora un senso e secondo noi non ce l’ha...!)

Ecco perchè qui alla NAC abbiamo preparato un corso di Color Grading di più di 60 ore che sarà disponibile e frequentabile a partire da settembre 2019. Il corso sarà basato su quello che in molti considerano il software di riferimento per il color grading professionale: DaVinci Resolve.

Partendo dall’esigenza del film maker di dare un look professionale e cinematografico alla sua opera e tenendo in considerazione che il lavoro di color parte dalle caratteristiche del sensore e della fotografia che viene preparata sul set, ci avventureremo nel viaggio che ci porta al look finale. Lungo la strada impareremo a usare gli strumenti del grading (che sono tanti) e le basi fisiche e matematiche della teoria del colore. Infine analizzeremo una serie di casi concreti e di look diversi da inserire nel nostro arsenale.

Come è tipico del metodo NAC andremo a fondo delle questioni senza paura di diventare difficili o tecnici, perche siamo convinti che nel cinema, e in particolare in certi ambiti, solo la conoscenza vera garantisca i risultati veri.

Vi aspettiamo! E nel frattempo smettetela di applicare LUT a caso...

 

Tomaso Walliser

Direttore didattico