NUOVI CORSI: IL COMPOSITING

VFX: questa sigla, che significa Visual Effects, si trova oggi nei budget di tutti i film che escono nelle sale. Conseguentemente il compositing è il Santo Graal della cinematografia contemporanea. 

In verità lo è fin dagli inizi della storia del cinema, ma come in tutti gli altri aspetti, la transizione al digitale ha elevato il compositing a pratica onnipresente, sempre più facile, economica e dai risultati straordinari. In questo modo sia che si tratti di uno spettacolare film ad alto budget o di un film indipendente pensato per i festival, in era digitale, una seppur minima manipolazione dell'immagine si rende sempre necessaria.

Ma cosa si intende esattamente per compositing? La definizione stretta riguarda la composizione all’interno del frame di immagini di provenienza differente, ovvero girate in luoghi, momenti e ambienti diversi. A cosa serve? Fondamentalmente serve a manipolare la realtà che è stata ripresa per ottenere effetti visivi (tendenzialmente realistici e credibili) che non è possibile, o non è economico, ottenere nel mondo reale.

Un esempio? Il Millennium Falcon che atterra nel giardino di casa vostra. Possibile? Difficile. Costa troppo? Di certo. L’operazione di compositing consente di fare una ripresa del giardino di casa, una ripresa del Millennium Falcon (ad esempio un modellino in scala) e di unirle insieme in un’unica ripresa, come se fossero stati insieme nel mondo reale.

Ovviamente tra il principio e il risultato ci passa tutto il mondo dell’esecuzione e della tecnologia, perchè è chiaro che se per qualche motivo l’effetto “si vede”, tutta la magia della finzione cinematografica viene meno improvvisamente.

In questo nuovo corso, in partenza a settembre 2019, ci occupiamo proprio di fornire le basi di questa parte affascinante dell’universo cinematografico e lo facciamo attraverso lo studio di un software, After Effects, che negli anni è diventato la scelta preferita di coloro che fanno le prime esperienze nel campo.

Sebbene i principi alla base del compositing siano relativamente pochi e semplici, i campi di applicazione e i casi di esecuzione sono virtualmente infiniti, come virtualmente infiniti possono essere i desideri creativi di sceneggiatori e registi. La verità è che il fascino del compositing risiede nell’essere sostanzialmente un continuo processo di problem solving, un costante ricorrere a strumenti noti per risolvere problemi inediti.

After Effects contiene tutti gli strumenti necessari per affrontare le diverse situazioni (dal green screen, alla rimozione di alcuni elementi o alla sostituzione di altri, alla stabilizzazione al tracking dei movimenti etc.) con un interfaccia che è relativamente semplice da utilizzare.

Passando attraverso i numerosi aspetti dell’interfaccia di After Effects avremo modo di studiare una varietà di casi e i loro metodi di soluzione, ma soprattutto forniremo i meccanismi mentali e tecnici per poter affrontare con ottimismo tutti i casi inediti che la nostra creatività ci metterà davanti.

 

 

Tomaso Walliser

Direttore didattico