NON CI RESTA CHE PIANGERE

Prometto di abbandonare dopo questo post l’argomento Oscar e cercare di andare avanti e guardare oltre, ma permettetemi di fare un’ultima considerazione in merito al tipo di ruolo che principalmente viene premiato dall’Academy con la statuetta a miglior attore/attrice.

A differenza dei Golden Globe, dove tra le categorie attoriali troviamo una distinzione tra migliori attori (protagonisti o non) in un film drammatico e migliori attori (protagonisti e non) in un film commedia o musicale; per gli Oscar abbiamo un più generico miglior attore (protagonista e non). Questo potrebbe anche essere legato al fatto che si voglia premiare il migliore “indiscusso” tra i vari generi di film, oppure semplicemente si voglia evitare di allungare di un altro paio d’ore una cerimonia già infinita, ma a mio avviso invece porta a uno spiacevole dato di fatto: bravissimi attori spesso non vengono né premiati né nominati.

E’ evidente che il genere cinematografico principalmente premiato dall’Academy sia quello drammatico e per questo, sono i ruoli drammatici a ricevere più riconoscimenti rispetto a quelli comici. Ma questo penalizza attori molto bravi nel loro mestiere, che sono in grado di strapparci grandi risate, cosa che, a mio avviso, rimane sempre più difficile del rubare una lacrima allo spettatore.

La comicità è un sapiente equilibrio che in pochi riescono a mantenere: è calcolo dei tempi, delle pause, delle azioni, è saper dosare la battuta affinché non sia mai troppo né troppo poco, ma posizionata esattamente dove l’attore sa che lì arriverà la risata. E’ saper costruire personaggi autentici seppur innaturali, senza giudizio, ma con sapienza e coraggio. Perché la comicità è più rischiosa, mentre il dramma è in genere più protetto, solitamente da una morale, da un messaggio su cui riflettere, da un “parlo di ciò che provi anche tu”.

Pensate a Brad Pitt che non ha mai vinto un Oscar, come ve lo spiegate? Viene nominato come attore protagonista nel 2012 per L’arte di vincere e nel 2009 per Il curioso caso di Benjamin Button e il riconoscimento più prestigioso che ottiene è il Golden Globe come attore non protagonista ne L’esercito delle 12 scimmie (correva l’anno 1996). Eppure in Burn After Reading lo vediamo in uno dei personaggi più belli e divertenti di sempre, così come eccellente è il lavoro che ha fatto in Bastardi senza gloria.

Quindi qual è il criterio di valutazione? E’ solo un caso che la commedia sia meno premiata? Pensiamo valga meno? Perché non so voi, ma farci ridere oggigiorno non sembra cosa molto semplice, quindi chi ce la fa a mio avviso una pacca sulla spalla se la merita, a volte anche un Oscar.

 

Martina Rossi

Resp. Corsi di recitazione