JOKER

Poteva la NAC esimersi dal recensire il film più commentato del momento? Perché Joker è senza ombra di dubbio il film che più sta intasando siti, blog e forum di cinema nell’ultimo mese, e probabilmente rimarrà uno dei prodotti che più ha fatto scalpore nell’intero anno 2019. Tra gli spettatori più affezionati ai cinecomics l’hype era alto fin dall’annuncio del talentuosissimo Joaquin Phoenix nei panni del Joker, ma l’aspettativa si è diffusa a macchia d’olio su tutto il pubblico globale con la vittoria del Leone d’Oro al miglior film all’ultimo Festival del Cinema di Venezia.

L’attesa non è stata vana. Joker ha sconvolto e conquistato le sale di tutto il mondo, osannato dalla maggior parte del pubblico come della critica. Anche i puristi del fumetto hanno trovato coerente questo approfondimento sul villain più celebre della DC: chi per la prima parte del film ha temuto che fosse stato definitivamente svelato il vero nome del Joker ha tirato un sospiro di sollievo nel secondo tempo e il vissuto del protagonista delicatamente si intreccia con i primi contatti con la famiglia Wayne, senza forzare nulla della storia preesistente.

Il regista Todd Phillips ha sorpreso tutti con la sua drastica conversione: dopo aver infilato una dopo l’altra commedie come Starsky & Hutch, la trilogia di Una notte da leoni e Parto col folle, ha splendidamente debuttato nel genere drammatico con questo Joker. Il tono e l’immagine sono sintonizzate su frequenze cupe e degradate, la storia prende i giusti tempi adattandosi a un ritmo riflessivo, mentre la direzione degli attori alla fine ruota tutta attorno alla larghissima autonomia lasciata al vero sovrano di questa produzione: Joaquin Phoenix.

L’attore de Il Gladiatore, Lei e The Master ha fatto proprio un personaggio già abbondantemente sviscerato dalle interpretazioni di Jack Nicholson, Heath Ledger (soprattutto Heath Ledger) e Jared Leto ed è riuscito comunque a riscriverlo, arricchendolo di nuove sfaccettature: disperazione, vuotezza e fallimento sono le tre caratteristiche che più spiccano nel nuovo Joker e coronano la solitudine come tema centrale del film.

Tuttavia, proprio questa solitudine narrata, mostrata e interpretata è sia il punto forte sia il tallone d’Achille del film. La centralità assoluta del protagonista stacca di anni luce tutti gli altri personaggi: eccetto la madre, che ha un giusto approfondimento all’interno della narrazione, tutte le altre pedine interferiscono a malapena in maniera attiva sulla trama. Non che lo scarso tempo e spazio in un film comprometta necessariamente il personaggio – si pensi al caso di Anthony Hopkins ne Il silenzio degli innocenti: sedici minuti totali in scena, ma un ruolo impattante quanto quello di Clarice Starling – ma la scrittura dei marginali non risulta sufficientemente efficace da far emergere nessuno in maniera significativa.

Il risultato? L’isolamento di Joker funziona per la maggior parte della storia, ma si incrina sulla resa dei conti finale. La consacrazione di Arthur Fleck a manipolatore degli equilibri di Gotham. Insomma, la scena dell’intervista con Murray Franklin. Il personaggio di Robert de Niro è totalmente inadatto a essere un interlocutore degno del Joker. La sua caratterizzazione è ben fatta, ma lontanissima dallo studio accurato sul protagonista.

Questo sbilanciamento si riflette irremediabilmente sulla tensione all’interno del loro confronto: certo, è presente, ma non è alle stelle come dovrebbe essere. Questo perché non teniamo al personaggio di Robert de Niro. E non ci teniamo perché non lo percepiamo umano, non lo sentiamo vicino a noi perché non è complesso, ricco e stratificato. I conflitti non si combattono con una sola parte chiamata in causa. I conflitti sono sempre – come minimo – fra due. E più le due parti sono pari, più vogliamo sapere come va a finire e l’impazienza sulla risoluzione divora lo spettatore.

In definitiva, secondo la NAC Joker è un ottimo prodotto, ma non un capolavoro. Se lo script non verrà consacrato nell’Olimpo della sceneggiatura, ce ne faremo una ragione. Per tutto il resto, confidiamo che questo film non sarà un semplice trend del 2019, ma verrà ricordato come un nuovo pilastro non solo nella storia dei cinecomics, ma dell’intero genere drammatico.


Claudia Pompa
Resp. Corsi di Sceneggiatura