COSA VUOL DIRE RECITARE PER IL CINEMA

“Se vuoi veramente diventare un attore, ma solo a condizione che recitare non interferisca con la tua partita di golf, le tue ambizioni politiche, la tua vita sessuale, allora tu non vuoi veramente diventare un attore. Recitare non è solo più di un lavoro part-time, è più di un lavoro a tempo pieno. E’ un’ossessione a tempo pieno.” Michael Caine

Alla Nuova Accademia di Cinema l’obiettivo che ci poniamo è formare attori che siano in grado di recitare per la macchina da presa, per il frame. Non diversamente dallo scenografo, dal digital artist e dal direttore della fotografia, il suo contributo deve essere rivolto a creare quell’immagine che sarà l’unica realtà tangibile per 120 minuti in una sala buia.

Per noi un bravo attore, un bravo artista, fa la differenza, genera bellezza. Egli ha infatti la straordinaria opportunità di essere la materia di una storia, di diventare qualcosa di diverso da sé, di incarnare una grande idea e personaggi che lasciano il segno. Per ottenere questo, nella maggior parte delle fasi di lavoro del corso di recitazione cinematografica, è previsto l’utilizzo della macchina da presa, così che l’attore possa prendere totale consapevolezza del mezzo e delle finalità del suo compito: ottenere il giusto effetto nell’inquadratura.

L’attore, insomma, deve essere un po’ più pittore e meno illusionista. Quello che lo distinguerà, se sarà bravo, sarà la capacità di proiettarsi anzitempo e nella propria immaginazione nei confini del frame, di “vedersi” lì e di manipolare la propria performance affinché il risultato sia il più rispondente possibile alla visione del regista e della produzione.

E’ importante ai fini della realizzazione di una buona performance che l’attore capisca che tutto il macchinario che vede sul set non è stato predisposto per filmare lui che recita. È vero invece tutto il contrario: lui è li per fornire i pixel (lo diciamo in epoca digitale) necessari a completare un frame che è stato immaginato e pianificato molti mesi o anni prima che il suo telefono squillasse per convocarlo a un provino.

Il nostro metodo consente all’attore di porsi davanti alla telecamera prendendo totale consapevolezza del mezzo e delle finalità del suo compito, così che ogni suo gesto e ogni sua parola siano mirati ad ottenere il giusto effetto nell’inquadratura. Tutto questo mantenendo le giuste intenzioni e la logica delle azioni, senza perdere di credibilità e naturalezza. Un attore in grado di stare dentro (al contesto, alla scena), ma anche fuori (come un occhio esterno). Un attore che incarna il personaggio che deve rappresentare, ma nello stesso tempo è spettatore di se stesso.

Martina Rossi

Resp. Corsi di recitazione