ACTING ON LOCATION

Le vacanze per noi della NAC sono da tempo terminate (per alcuni si son intraviste) e siamo subito ripartiti con due lavori di shooting molto stimolanti: un cortometraggio dal titolo CENA FUORI, breve scorcio su un prossimo futuro in cui non sarà più possibile cenare soli in un locale per non depirmersi o deprimere i clienti accompagnati; e THE GIG, webseries che racconta le vicissitudini di 5 millennials alle prese col mondo del lavoro.

I nostri giovani attori si trovano quindi ad affrontare il set, e per uscirne vincenti, è importante che sappiano cosa li aspetta.

Per chi, infatti, non ha esperienza sul set, il primo impatto è abbastanza duro: l’attore si scontra con quello che spesso erroneamente definisce “tempo morto”. Per questo lasciate che vi elenchi 6 consigli che possono aiutare gli attori meno esperti a non farsi cogliere impreparati, nonostante abbiano lavorato sodo prima di recarsi on location.

 

1.       Parte di un tutto

L’attore ha la stessa importanza e lo stesso peso di un fonico, un direttore della fotografia, un operatore, un montatore… lavorano tutti al medesimo obiettivo: realizzare un prodotto di qualità (film, cortometraggio, serie, documentario…). Tenere questo in mente aiuta l’attore a concentrarsi e spendersi al meglio per fare la sua parte. Sul set ognuno è impegnato nella sua mansione, l’attore deve trovare il suo posto e fare il suo lavoro al meglio delle sue capacità, senza ostacolare gli altri.

2.       Preparazione

La preparazione per un attore è alla base del lavoro che poi avverrà sul set. La memoria e la comprensione dello script dev’essere perfetta (eventuali dubbi o incertezze in merito alla sua parte devono essere state discusse con regista e sceneggiatori in precedenza).

“Voi siete il vostro primo pubblico molto prima che qualcun altro vi ascolti. Non siate un pubblico semplice. Continuate a pretendere di più.” Michael Caine.

La cosiddetta costruzione del personaggio è già avvenuta, ora lo si deve posizionare nell’ambiente corretto.

3.       Studiare lo spazio

Arrivare on location vuol dire prima di tutto riuscire a trovare il tempo per studiare lo spazio in cui l’attore dovrà agire. Famigliarizzare con esso e con gli elementi che lo compongono. Studiare e memorizzare gli spostamenti, gli oggetti da gestire… Se lo spazio è famigliare per il personaggio (casa propria, la strada del paese in cui abita, la sua auto…) il modo in cui aprirà il frigorifero, attraverserà la strada salutando l’edicolante, allaccerà la cintura di sicurezza… dovranno risultare abitudini, così che lo spettatore inconsciamente dia per certo che quel personaggio abiti lì e non veda invece un attore che sta recitando su un set.

4.       Tipo di inquadratura

L’attore deve sempre aver presente che tipo di inquadratura viene realizzata in un dato shot. Il suo lavoro è quello di disegnare l’immagine che è richiesta dal regista in quel momento (primo piano, figura intera, campo lungo…) capendo il raggio d’azione che ha a disposizione (quanto può muovere il suo corpo all’interno di quella cornice) e potendo riproporre in modo standard la sua performance senza modificarla (a meno che non sia espressamente richiesto dal regista).

5.       Continuità

E’ importante che l’attore sia attento a mantenere continuità durante le riprese di una stessa scena. Se sono previste infatti molte inquadrature che verranno poi montate, i gesti, le espressioni e i movimenti dovranno essere coreografati alla perfezione (su quella determinata battuta avviene quel determinato gesto) per evitare che in fase di montaggio ci si trovi con una forchetta nella mano destra un secondo prima, e magicamente nella mano sinistra il secondo dopo. Questa attenzione è fondamentale in prodotti in cui c’è meno spazio per l’improvvisazione dell’attore.

6.       Voce

Alla base del lavoro dell’attore sta la corretta gestione della propria voce. A seconda del tipo di set, la modalità registrazione del sonoro può variare: l’attore potrà avere a disposizione un microfono per la presa diretta oppure dovrà doppiarsi in seguito. Ciò che importa e che i volumi utilizzati siano i più naturali per quel dato momento e che la battuta sia comprensibile a chi dovrà ascoltarla. L’attore deve essere pronto a poter ripetere la singola battuta che ha sbagliato senza interrompersi, rimanendo in situazione, se c’è la possibilità in sede di montaggio di salvare la take.

 

Martina Rossi
Resp. Corsi di Recitazione